briciole

9 febbraio 2011

Guinness del fancazzismo

Quando ho saputo che sarei stata disoccupata per 1 settimana, per poi essere reinserita in agenzia con un misero contratto di 3 mesi, non ricordo se ho provato prima di tutto delusione o paura del vuoto, oppure gioia (irresponsabile?) per poter fuggire.
Un mix delle 3 si è di certo annidato dentro la mia mente. In quei giorni, chi mi incontrava diceva che avevo un’aria molto preoccupata, sia persone che non conoscevo incontrate per caso in un bar a bere il primo lunedì, sia amici. Tuttora, chi mi frequenta da un po’, riconosce in me i segni della preoccupazione.
Io non riesco quasi più a distinguere le emozioni.
Penso che la preoccupazione si sia trasformata in un sottile rumore di fondo, come un sibilo, un ronzio, che mi segue ogni giorno. Per non sentirlo devo aggiungere rumore e fare molte cose, cercare di non stare ferma, è un modo per fare confusione dentro di me e non concentrarmi sul ronzio continuo dei pensieri che mi farebbe stare male e perdere l’equilibrio.
E cosa fare se ci si trova di punto in bianco senza lavoro per alcuni giorni? Un viaggio ovviamente!
Da un paio d’anni provavo ad andare a Berlino o a Dublino, ognuna delle due, per motivi differenti cattura il mio interesse.
Questa volta però, coincidenza di eventi, spirito di analisi, culo? insomma lo propongo alla persona giusta e finalmente trovo compagnia per partire. Mi è capitato di viaggiare da sola, ma stare in un pub di Dublino a bere Guinness è più bello in compagnia.
Quasi non ci credevo ancora, la notte che abbiamo comprato i biglietti consultandoci via skype.
Per una volta era bello che le cose fossero… semplici!
Ma forse sono proprio le scemenze che si fanno per capriccio ad essere le più semplici da fare.
Due giorni a Dublino, qualche giro per le strade, tante birre e ore trascorse nei pub. Un ricordo che rimarrà. Breve, semplice, di poche pretese.
E poi, il gravity bar dentro la Guinness Storehouse, dove la seconda pinta mi faceva girare la testa, ma ho fatto finta di niente. Una camera comoda da dove si sentiva il vento e la pioggia battere sui vetri. Una colazione con uova strapazzate e un piatto pieno di tutto, alla Trainspotting, le papere sul lago che volavano via con il vento, un filmaccio che non valeva tanto la pena e non riuscivo nemmeno a recuperare sonno al cinema, la Kilkenny, scovata in un vicolo, e la seconda notte per i pub, musica dal vivo e canti a squarciagola fino alle 3, poi aeroporto e un’ora di riposo sulle poltrone dello starbucks prima dell’imbarco.
Rimangono 2 pellicole in bianco e nero da sviluppare. Un leggero batticuore e un sorriso impresso nella memoria.
E rimane Berlino da andare a vedere per, come dico sempre, rimanere senza fiato sotto la porta di Brandeburgo. Ma prima, improvvisa e stuzzicante, Copenaghen. Si parte dopodomani, solo per il weekend.
E mi sembra quasi di non sentire più il sibilo.

1 commento »

  1. E quando vorrai dare il colpo di grazia anche al più lieve rumore di fondo, al più mite sibilo, Londra (con i suoi pub) ti aspetta! Celebriamo il silenzio facendo casino fino a tardi e parlando e ridendo e scherzando e vivendo! :)

    Commento di Alex — 9 febbraio 2011 @ 23:53 | Replica


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