briciole

26 gennaio 2010

Ho svuotato la stanza

Filed under: Pensiero Libero,storie di parole — margola @ 00:10
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Quando nel passato ho cambiato casa e sono entrata per la prima volta in una stanza nuova, vuota, spoglia, senza nulla che mi legasse ad un passato, ho sempre provato una sensazione di piacevole libertà, di rinnovamento. A volte, immaginavo come sarebbe diventata, a volte invece lasciavo che crescesse a poco a poco, in modo naturale e alla fine era sempre mia, riconoscibile, sincera.
Da quando ci entro, la mia stanza può diventare qualsiasi cosa: una tana, un rifugio, un porto di mare, un castello, un centro di equilibrio, per me e per i miei amici.
Oggi sento così anche il mio cuore così vuoto, così libero e sgombero. Ho una finestra per guardare fuori, appoggiarmi al vetro e sognare e immagino che domani sarà di nuovo accogliente.
Presto ricomincerò a conservare ricordi piccoli e grandi, più o meno importanti, a prendermi cura di tanti particolari e custodirli.
Un giorno, quando a poco a poco avrò l’occasione di riempirlo nuovamente, forse accoglierà una nuova persona, oltre me.
Tutto è di nuovo in ordine, il mio cuore adesso è come una stanza vuota,
la sensazione è piacevole, incoraggiante.
Oggi sono libera ed entra aria fresca e luce.

8 aprile 2009

tic tac

Filed under: Pensiero Libero,storie di parole — margola @ 10:28
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Oggi è già mercoledì,
è rassicurante,
è rassicurante vedere le giornate passare così velocemente, andare via e portarsi dietro tutto.
Come quando si dice “vorrei che tutto questo passi” ma non si dice in favore di che cosa dovrebbe passare.
Così queste giornate corrono via, per fortuna, ma per lasciare il posto a cosa?
Corrono. E già questo mi rassicura.
Oggi è già mercoledì, e il sabato scorso e la scorsa domenica e quelli prima ancora si allontanano nel passato e diventano sempre più piccoli, insignificanti, il bruciore diventerà una puntura di spillo e svanirà, insieme a tanto altro…
Correte via giornate del cazzo. Riesco solo a pensare che si è rovinato tutto. Il tramonto si veste con stracci.

Ecco perché ci si circonda di oggetti, di feticci, di vestiti, bracciali, anelli… scarpe… cioccolato…
Sono così facili da possedere, gli oggetti.

6 marzo 2009

Sento l’acqua pulsare.

Filed under: storie di parole — margola @ 00:07
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Questo mare oscilla dentro di me come un brano di rock strumentale.
Non ha bisogno di parole per esprimersi, solo i suoni trasmettono le sensazioni.
Mi porta a un crescendo che non voglio smorzare.
C’è tutto dentro.
C’è il mio correre da bambina verso l’acqua, sotto il sole.
C’è il sogno di un bacio e una carezza e poi un tuffo per sfuggire alla vergogna di un semplice sguardo.
E c’è il mio sguardo che si scioglie insieme a me, goccia a goccia, giù dalle ciglia e dai capelli e dalla punta del naso.
Una chitrarra e un falò.
Un’ubriacatura.
C’è il silenzio, con l’anima che urla.
C’è il silenzio, con il cuore spento.
C’è il buio e la luce della luna che rendono le rocce argentate e il mare nero nero.
C’è tutto quello che mi riempie e mi dà la forma che ho oggi, fluida, intorno a me. E per gli altri.
Per qualcuno avvolgente, per qualcuno pericolosa.
Con uno slancio continuo, eterno, irrefrenabile della superficie che tende e si ritrae, onda dopo onda, a ricercare una solida terra cui unirsi.
Corteggiandola, carezzandola, senza poterla mai conquistare.
Immaginando per un momento di poter condividere la sua solidità.
Ma dentro, sotto una superficie di pelle sottile, rimane un profondo e soffocante silenzio.

3 novembre 2008

un’ora d’insonnia

Filed under: storie di parole — margola @ 00:51
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Un’altra notte insonne.

E neanche stanotte vado a mettermi la felpa. Preferisco sentire le pelle raffreddarsi, qualche brivido lungo le braccia. Non è di sensazioni che sto parlando, ma di carne, quella densa e appesa alle ossa che mi porto in giro. Il mio più bel vestito, sempre coperto. (continua…)

4 aprile 2008

Oro che non luccica

Filed under: copy anarchica,storie di parole — margola @ 13:30
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Ogni momento degli ultimi sei anni, ogni giorno era stato vissuto per arrivare alle Olimpiadi.
Shin non ci poteva credere, era lei adesso la candidata per il salto in alto. Chi-en si era rotto il polso cadendo dalla moto.
Quella mattina sembrava uguale a tutte le altre, (continua…)

3 aprile 2008

Nessuno trova casa

Filed under: storie di parole — margola @ 08:19
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Forse era un po’ troppo lontana dalla metro ma sarebbe stata quella, era quella giusta. Il primo sguardo dalla strada, che numero è? Sì è lei. La fretta di entrare, guardare quella casa all’interno, immaginarsi dentro era più importante della facciata, del colore o altro. Eppure da fuori faceva un certo effetto, ma non importava, non era quello che lui voleva trovare in “casa”. (continua…)

18 marzo 2008

sull’ermetismo

Filed under: copy anarchica,storie di parole — margola @ 13:50
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in realtà questo è un commento che avevo fatto sul blog di un amico però quasi quasi…

Sull’ermetismo:
Sclero di una fragola ermetica.
Sebbene io sia considerato un frutto dolce, solare, proibito ai più piccoli e lussuria di tutti, mi ritrovo così impoltigliato. I semini che prima mi rivestivano come leggere impurità sul naso di un tredicenne adesso sprofondano in me, in lei, in tutti noi.
Forse che io non abbia bisogno del mio spazio? Di un poco d’aria?
Forse che gradisca tutto questo zucchero?
Basta! Liberatemi!
Affondate in me il coltello, non ne posso più. Soffro e ci sto stretto. Facciamola finita, voglio uscire da questo ambiente soffocante.
Aprite il barattolo!!!
E lasciatemi stiracchiare sul dorato letto di una fetta biscottata!
E che importa se alla fine va tutto in …
P

scrivere fa bene alla fermentazione?

Filed under: copy anarchica,storie di parole — margola @ 11:50
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o è la birra che fa scrivere meglio? (continua…)

16 gennaio 2008

compiti per fotografi

Filed under: storie di parole — margola @ 15:38
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Oggi la mia collega Monnie, stagista e fotografa come me (ma art director) mi ha chiesto un suggerimento per una storia: un articolo di giornale verosimile da raccontare attaverso pochi scatti fotografici… ecco cosa ne è uscito: (continua…)

8 gennaio 2008

la muta

Filed under: Pensiero Libero — margola @ 23:15
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Guardi intorno a te storie d’amore, gente che si frequenta, si cerca, si desidera. Ti ritrovi come immerso in un mare che non ti bagna, come dentro una muta che ti rende indifferente, attorno a te solo una sottile pellicola d’acqua riscaldata dal tuo corpo. Quell’acqua tiepida e sottile è il ricordo dei sentimenti che anche tu hai provato, che ti isola e ti permette di esplorare. Ed è flebile il confine fra il piacere di averla addosso e crogiolarsi in quei pensieri e il desiderio di levarla e nuotare libero, anche se si può sentire molto freddo.

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